Un gruppo WhatsApp dove si parlano più lingue
In un gruppo di quaranta persone e cinque lingue, ogni messaggio diventa un enigma. Alcuni modi per tenere il filo.
Il problema dei gruppi multilingue
Un gruppo internazionale ha due strade: imporre una lingua comune oppure lasciare che ognuno scriva nella sua. La prima esclude chi non la padroneggia; la seconda lascia ciascuno senza capire gli altri.
I gruppi di famiglia sono il caso più frequente: i nonni che scrivono nella lingua d’origine, i nipoti che rispondono in quella del paese in cui vivono. Succede spesso nelle famiglie italiane con parenti emigrati all’estero, e nelle famiglie straniere che vivono in Italia.
Tre abitudini che aiutano
Non servono regole complicate, bastano poche abitudini condivise:
- Concordare una lingua per gli annunci importanti e lasciare libere le conversazioni.
- Scrivere breve, con un’idea per messaggio: è più facile da capire e da tradurre.
- Mettere in evidenza le informazioni pratiche (data, luogo, ora) in cifre anziché in una frase.
Un esempio concreto
Immagina il gruppo di una squadra di volontari con persone italiane, tedesche e polacche. L’organizzatrice scrive: «Sabato 14 ore 9:00, ritrovo davanti alla stazione». Se il messaggio è breve e con numeri chiari, anche una traduzione imperfetta basta a capire dove e quando presentarsi.
Un messaggio lungo, pieno di ironia e di allusioni locali, rischia invece di perdersi per strada: meglio dividere in due o tre messaggi semplici.
Con oKiKo
Nell’app oKiKo i tuoi gruppi ci sono come le altre chat: ciò che è scritto in un’altra lingua, messaggi e didascalie, arriva tradotto nella tua, con l’originale a un gesto di distanza. Rispondi nella tua lingua e il tuo messaggio parte in quella della conversazione.
Quello che scrivi resta quello che hai scritto per chi condivide la tua lingua: oKiKo non modifica la conversazione degli altri membri.