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Famiglia

Restare vicini quando la famiglia parla più lingue

Quando i nipoti rispondono in una lingua che i nonni non leggono, il filo si spezza. Ecco come tenerlo.

Il divario linguistico tra generazioni

In molte famiglie che vivono all’estero, i figli crescono nella lingua del paese e capiscono solo a metà quella dei nonni. La chat di famiglia diventa allora un miscuglio dove qualcuno resta indietro.

È una situazione comune anche in Italia, dove molte famiglie hanno radici altrove: il dialetto o la lingua d’origine dei nonni e l’italiano dei nipoti convivono nello stesso gruppo, e non sempre si capiscono.

Il risultato è che i nonni smettono di scrivere, per timore di non essere capiti, e i nipoti non rispondono, per timore di non essere compresi. Basta poco per rompere questo silenzio: un messaggio breve, una foto, un saluto nella lingua dell’altro.

Abitudini che avvicinano

Piccole attenzioni fanno già molto:

  • Ognuno scrive nella lingua in cui si sente più a suo agio: meglio un messaggio naturale che uno corretto ma rigido.
  • Foto e vocali non si traducono: arrivano dappertutto.
  • Le parole affettuose e le espressioni di famiglia vale la pena di tenerle così come sono.
  • Un saluto nella lingua dell’altro, anche maldestro, fa sempre piacere.

Le occasioni che contano

Compleanni, feste, notizie di salute: sono i momenti in cui un malinteso pesa di più. Per gli auguri basta una frase semplice e una foto; per le notizie importanti scrivi in modo chiaro e breve e chiedi conferma che sia stato capito.

Una videochiamata ogni tanto, anche senza parlare molto, tiene viva la relazione più di tanti messaggi.

Con oKiKo

Ognuno vede la conversazione nella propria lingua: la nonna legge in arabo, il nipote risponde in italiano, e ciascuno riceve la traduzione dell’altro. L’originale resta a un gesto, per conservare le parole di famiglia così come sono state scritte.