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Organizzazione

Come fissare una chiamata con una persona in un altro fuso orario?

Da te sono le 14, da lei è già mezzanotte. Fissare una chiamata tra due fusi orari si riduce a quattro controlli e a un’abitudine: scrivere l’ora da entrambe le parti.

Parti dalla differenza… nel giorno della chiamata

La differenza tra due città non è costante. Cambia quando uno dei due paesi sposta le lancette, e non avviene lo stesso giorno ovunque: l’Europa cambia l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre, gli Stati Uniti e il Canada la seconda domenica di marzo e la prima domenica di novembre. Per qualche settimana, la differenza abituale è sbagliata di un’ora.

Tra Roma e Buenos Aires, per esempio, ci sono 4 ore in inverno e 5 in estate, perché l’Argentina non ha l’ora legale. Tra Roma e New York di solito sono 6 ore, ma per un paio di settimane in primavera e in autunno scendono a 5.

Altre trappole: alcuni paesi non cambiano mai l’ora (Giappone, India), altri hanno differenze di 30 o 45 minuti (l’India è UTC+5:30) e qualcuno sposta l’ora in date variabili, come il Marocco intorno al Ramadan. Calcola sempre la differenza per il giorno esatto della chiamata.

Scrivi l’ora da entrambe le parti

Una frase evita la maggior parte degli errori: «Venerdì alle 15 da me, quindi alle 10 da te». Costringe ciascuno a controllare, e l’altro può correggerti subito. Aggiungi la città («le 15 a Roma») invece di una sigla: EST, IST o CST possono voler dire cose diverse.

Se scrivi nel formato a 24 ore e l’altra persona usa AM e PM, chiarisci: «15:00 (3 PM)». E attenzione al cambio di giorno: le 23 di giovedì a Roma sono già venerdì mattina a Tokyo.

Scegliere un orario che non sia la notte di nessuno

Tra città molto lontane, la fascia comoda per tutti e due è stretta. Stabilisci prima cosa è ragionevole per ciascuno, per esempio dalle 8 alle 22, poi cerca la sovrapposizione. Con l’Argentina c’è una buona fascia il pomeriggio e la sera in Italia; con l’Asia o l’Australia di solito bisogna scegliere tra la mattina presto e la sera tardi.

Se non c’è nessuna fascia in comune, alternatevi: una volta presto per uno, la volta dopo tardi per l’altro. È più giusto, ed è ciò che regge nel tempo in una famiglia o in una relazione a distanza.

  • Proponi due o tre orari invece di uno solo.
  • Evita l’ora dei pasti e le festività locali: controlla il calendario del paese dell’altra persona.
  • Avvisa quando cambi l’ora: «Da domenica avremo un’ora di differenza in più (o in meno)».

Mettere la chiamata in agenda nel fuso giusto

Crea l’evento indicando il fuso orario in cui l’hai annotato. Un buon calendario mostra allora l’ora di dove sei e può mostrare anche la seconda ora. Così, se viaggi o se l’ora cambia nel frattempo, l’evento resta nel momento giusto invece di slittare di un’ora.

Aggiungi un promemoria con anticipo sufficiente per prepararti: con fusi molto diversi, la chiamata cade spesso a un’ora insolita.

Con oKiKo

Nell’Agenda di oKiKo, un evento porta con sé il fuso orario in cui è stato inserito. Quando un contatto ha un luogo noto (il suo profilo oKiKo, una posizione condivisa o un’indicazione nella conversazione), l’evento mostra le due ore, per esempio «14:00 da te · 20:00 a Bangkok». Il luogo di un contatto è solo un’indicazione: se è sbagliato, correggilo nelle informazioni della chat.

«Proponi orari» guarda quando sei libero e scrive nella chat un messaggio del tipo «Sono libero martedì dalle 14 alle 16…» nella tua lingua; all’invio viene tradotto in quella dell’altra persona, con la solita anteprima prima dell’invio. Resti tu a decidere: niente parte senza di te.

Gli strumenti gratuiti del sito (convertitore di orari, «quando chiamare») funzionano nel tuo browser e non inviano nulla.